Questo sito utilizza cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Magazine di informazione medico-universitario

Chador Blu

Per "giustizia" giornalistica, il primo articolo riguarda gli attuali sconvolgimenti di politica estera, visti dall'occhio di una studentessa come noi, di Scienze Diplomatiche ed Internazionali, della Facoltà di Forlì.

Si chiama Viola Scalacci e questo pezzo vale tanto.

Buona lettura: 


Chador Blu.
È tutta questione di punti di vista.

Farah si fermò davanti alla porta, non ancora convinta se, fermarsi da sua zia, quel pomeriggio, fosse la cosa giusta da fare.

Avrebbe voluto lasciare il pane davanti al portone e perdersi, sola con i suoi pensieri, per le vie di Kashan.

Fece un respiro profondo e decise di bussare, usando il secondo battente, quello rotondo, riservato alle donne.

Il suono cristallino, propagato nelle stanze interne della villetta, avvisò i padroni di casa che Farah era arrivata, con cinque minuti di ritardo.

Fatima aprì la porta, invadendo la strada con l'odore di acqua di rose proveniente dalla casa: la bocca contratta e l'espressione dura che da sempre, sua nipote, le aveva visto scolpita sul volto, la facevano apparire più anziana di quanto non fosse.

"Sei in ritardo", le parole pronunciate in Farsi ruppero la tranquillità che regnava su Kashan alle due di quella domenica pomeriggio.

Farah, senza rispondere, si limitò a porgere la busta con il pane che aveva acquistato al bazar cinque minuti prima. Fatima ignorò quel suo braccio teso, e, concentrata a guardare un punto sulla fronte di sua nipote, le si avvicinò con un gesto brusco e non certo gentile, tirandole lo chador blu in avanti.

"Sempre con quel ciuffo scoperto. Quando imparerai che i capelli non vanno mostrati?"

"Zia, questo è il pane. Oggi pomeriggio non riesco fermarmi, ho troppe cose da fare."

Farah scappò via, prima che potesse giungerle una risposta, prima che potesse avere il tempo di vedere le sopracciglia della sorella di sua madre inclinarsi ancora di più rispetto a quanto non lo fossero di solito.

Percorse i vicoli angusti dai soffitti a volta di quella città Iraniana che non le apparteneva più, con passo veloce, come se non vedesse l'ora di raggiungere una meta a lei stessa sconosciuta, sorpassando, senza guardare, i conosciuti murales dei martiri caduti durante la rivoluzione, affiancati ai cartelloni pubblicitari che ritraevano donne sorridenti e sempre rigorosamente velate, tanto diversi da quelli che la stavano attendendo a Parigi.

Farah non odiava il suo chador: le dava sicurezza, faceva parte di lei.

Era Kashan a starle stretta: dopo tre anni passati a Teheran, a studiare giurisprudenza, il ritorno estivo nella città che, dall'età di dieci anni, era diventata sua, l'aveva soffocata. Aveva sentito la necessità di ampliare i suoi orizzonti e, proprio per questo motivo, aveva scelto la Francia, aveva scelto Parigi.

Nel comodino di camera sua stava il biglietto dell'aereo che tra due settimane l'avrebbe portata, in volo, non curante dei chilometri e delle frontiere, verso il suo futuro. Sotto di esso, la cartella che conteneva l'attestato della sua iscrizione alla Sciences Po ed i vari documenti che durante tutta l'estate non aveva fatto altro che firmare.

Dopo venerdì 13 novembre, però, quel cassetto, rischiava di rimanere chiuso in eterno.

Farah si accorse di star quasi correndo in mezzo alle antiche mura da cui pendevano i cavi elettrici di lampadine a basso consumo, come se volesse adeguare il passo alla velocità dei suoi pensieri, solo quando la voce di un uomo che cantava un'antica melodia persiana, la ricondusse alla realtà.

Guidata da una mano invisibile, era giunta ai Giardini di Fin.

Si fermò, alzando lo sguardo per poter vedere la cima degli alti cedri che costeggiavano  le fontane dai fondi turchesi, alimentate dai qanat, i canali sotterranei. L'odore di quel luogo le riportò alla mente ricordi ormai levigati dal tempo: i giochi, le borracce riempite con acqua fresca, i quaderni, il sole e le foglie autunnali, che coprivano i prati la prima volta che vide quell'oasi verde, appena arrivata a Kashan dall'Iraq, con la sua famiglia.

Sperduta nei labirinti del passato, si sedette per terra, sotto la cupola del padiglione esterno di uno dei palazzi dello Shah, che si trova al centro dei giardini. E, osservando i toni pallidi dei colori degli archi, e gli arabeschi geometrici intervallati da fiori ed uccelli, ripensò alle parole che suo padre, quella mattina, le aveva rivolto.

“Farah, io non posso permetterti di prendere quell'aereo: la mia responsabilità di padre me lo impedisce. Tu non ti rendi conto di ciò a cui andresti incontro. Fidati di me e dell'esperienza del mio passato.

Ho vissuto la seconda guerra del golfo e so benissimo cosa è successo in Iraq due anni dopo l'11 settembre 2001: l'occidente ha aperto con il nostro paese un conflitto non motivato se non da ragioni economiche, una guerra che, per il popolo statunitense, aveva il sapore di vendetta contro uno stato che, però, con il terrorismo, non aveva niente a che fare.

Conosco l'islamofobia che si sviluppò in America dopo l'attentato alle torri gemelle: l'ho vissuta sulla mia pelle. Oggi, in Francia e in Europa, lo stesso fenomeno si sta ripresentando.

Son felice di esser tornato a casa, dopo i sei mesi che ho vissuto negli Stati Uniti nel 2002 e, ancora di più, son felice di avervi portato qui, al sicuro, in Iran, nel 2003.

Non posso permetterti di partire, non adesso.”

Farah conosceva suo padre, si fidava ciecamente di lui e della sua esperienza. Gli doveva tutto: grazie a lui, oggi, lei era la donna, che, da sempre, aveva voluto diventare.

Lo conosceva così bene da sapere che, nonostante quelle parole tremanti di paura, non si sarebbe mai opposto alla decisione ultima di sua figlia, a patto che questa fosse sufficientemente ragionata.

Farah sentiva la necessità di partire e, quella mattina, avrebbe voluto cancellare le parole che suo padre le aveva rivolto, parole che le avevano sbattuto in faccia una realtà che lei, fino a quel momento, aveva considerato assurda, impensabile, incomprensibile. E soltanto adesso, sotto le volte decorate con scene di caccia, di principi e principesse, era riuscita, per la prima volta, a comprendere quell’irrazionale ottica europea sviluppatasi dopo gli avvenimenti del 13 Novembre, ma radicata, nella penombra, già da tempo.

Capiva, ma non riusciva ad accettare: come poteva una ragazza Iraniana di origine Irachena, essere confusa con una di quelle bestie che avevano compiuto l’attentato, quando proprio l’Iran stava combattendo contro di loro, per salvaguardare non solo i propri confini, ma anche il mondo arabo in generale?

Che cosa, se non ignoranza e superficialità, rendeva possibile una tale associazione?

Tutto ciò che accumunava lei a quegli “Jihadisti” non era che una religione condivisa a metà, utilizzata come scusa e scudo, da persone che, con ogni loro azione violenta, attentavano non solo all’umanità, ma all’Islam stesso.

Combattuta così, tra una strada sicura ma infelice ed una rischiosa ed imprevedibile, Farah si appellò al suo Dio, cercando una risposta che, purtroppo, in quel momento, ancora non esisteva.

Viola Scalacci

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo!
e se non l'hai già fatto metti mi piace alla nostra pagina facebook!

Giacomo Neri

Una vita in precario equilibrio tra lo studio e la passione teatrale. Questo mi rende più comico che "serio e disciplinato studente di Medicina".
Esperienze passate come giornalista e redattore in un banalissimo semplice giornalino liceale.

"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo", con questa frase già mi conoscete per metà, ma se volete aggiungere un nome alla lista delle "Persone logorroiche", beh, basta uno squillo!

Ah... abuso delle virgolette. Mi dispiace.

Sito web: https://sites.google.com/a/student.unisi.it/medicina-e-chirurgia-siena/

ADAM’S Hand, una mano per il futuro

Alessandro Giannotta - avatar Alessandro Giannotta 06-03-2016 Area Sanitaria

“Volevo sfidarmi giorno dopo giorno, e insieme aiutare gli altri. Tutto qui.” Giovanni Zappatore, ideatore e co-fondatore di ADAM’S Hand, risponde semplicemente così alla mia domanda su quali siano l...

Hits:652 Vota: 4.44

Leggi tutto

Nuovo Centro di Simulazione Medica a Sie…

Giuseppe Polizzi - avatar Giuseppe Polizzi 04-02-2016 Area Studentesca

Dal prossimo anno accademico gli studenti dei corsi di laurea di Medicina e Chirurgia e Infermieristica potranno beneficiare di esercitazioni su manichini realistici. L'Univerisità di Siena, nella fig...

Hits:1521 Vota: 4.71

Leggi tutto

Epidemia Zika: il panico precauzionale d…

Giuseppe Maiolino - avatar Giuseppe Maiolino 02-02-2016 Area Sanitaria

E’ sulla bocca di tutti sì, ma non si trasmette per via salivare. L’OMS ha lanciato lo stato di “emergenza” ma avrebbe fatto meglio a lanciare lo stato di “necessità di capire” perché la popolazione ...

Hits:878 Vota: 5.00

Leggi tutto

La storia della medicina: Sabin

Emanuele Siano - avatar Emanuele Siano 26-01-2016 Area Libera

« Non dobbiamo morire in maniera troppo miserabile. La medicina deve impegnarsi perché la gente, arrivata a una certa età, possa coricarsi e morire nel sonno, senza soffrire » A. B. Sabin Oggi ...

Hits:568 Vota: 5.00

Leggi tutto

Questione fumo: mettiamo un po' d'ordine

Diego Breccia - avatar Diego Breccia 14-01-2016 Area Sanitaria

Negli ultimi tempi si può notare la crescente confusione, soprattutto tra i giovani, riguardo argomenti scottanti come quello del fumo,  complici i molti siti web anonimi che sfornano bufale ed i...

Hits:574 Vota: 4.00

Leggi tutto

"I parenti del Signor...?" di …

Giuseppe Polizzi - avatar Giuseppe Polizzi 12-01-2016 Area Sanitaria

Scopro il blog per caso su facebook l'anno scorso, un mio amico, uno specializzando anestesista, condivide un post del blog. E' subito amore! Vi sfido a non provare qualcosa dopo le ultime righe di...

Hits:795 Vota: 4.56

Leggi tutto

Antibiotico resistenza: indietro di 100 …

Diego Breccia - avatar Diego Breccia 10-01-2016 Area Sanitaria

Cos’è la farmaco-resistenza? E’ la riduzione di efficacia di un farmaco nel trattare una patologia. I principi attivi (cioè le sostanze con attività terapeutica) non risultano più tossici contro i m...

Hits:403 Vota: 4.50

Leggi tutto

La storia della medicina: Ippocrate

Emanuele Siano - avatar Emanuele Siano 06-01-2016 Area Libera

Salve a tutti, oggi vorrei iniziare a parlarvi di quelle che sono state le persone, i volti, che hanno scritto con la loro “arte medica” alcune pagine importanti della storia dell’uomo. Spero, qualora...

Hits:530 Vota: 5.00

Leggi tutto

Vaccini: epidemia di ignoranza

Giuseppe Maiolino - avatar Giuseppe Maiolino 01-01-2016 Area Sanitaria

Siamo di fronte all’ennesima e pericolosa epidemia che ha già cominciato a mietere vittime innocenti in giro per il mondo e anche qui in Italia sembra che i casi siano in crescita. {loadposition ...

Hits:951 Vota: 5.00

Leggi tutto

Il neuronavigatore

Giuseppe Polizzi - avatar Giuseppe Polizzi 30-12-2015 Area Sanitaria

Ci sono un tedesco, uno svedese e un inglese… no, non è l’inizio di una barzelletta, anzi... Senza il tedesco, Röntgen, lo svedese, Leksell, e l’inglese, Hounsfield oggi quello di cui voglio parlarvi...

Hits:721 Vota: 5.00

Leggi tutto

Chador Blu

Giacomo Neri - avatar Giacomo Neri 19-12-2015 Area Libera

Per "giustizia" giornalistica, il primo articolo riguarda gli attuali sconvolgimenti di politica estera, visti dall'occhio di una studentessa come noi, di Scienze Diplomatiche ed Internazionali, della...

Hits:576 Vota: 4.20

Leggi tutto

Le 10 persone che miglioreranno la tua v…

Vincenzo Sammartano - avatar Vincenzo Sammartano 22-10-2015 Area Studentesca

Gli autobus stracolmi, le lezioni con obbligo di frequenza e i turni per le pulizie sono solo alcune delle avversità che il povero studente universitario, specie se fuorisede, deve fronteggiare ogni...

Hits:5206 Vota: 5.00

Leggi tutto

Nobel per la medicina 2015 per terapie c…

Vincenzo Sammartano - avatar Vincenzo Sammartano 11-10-2015 Area Sanitaria

Il Karolinska Institutet volge lo sguardo verso i paesi più deboli e premia gli scienziati William C. Campbell, Satoshi Ōmura e Youyou Tu.{loadposition AdSense} Un Nobel per la medicina inedito (o q...

Hits:546 Vota: 5.00

Leggi tutto

Neuroscienze: collaborazione con l’Intel…

Giuseppe Polizzi - avatar Giuseppe Polizzi 25-09-2015 Area Sanitaria

Giovane ricercatore senese è stato scelto dall'Università di Harvard, in collaborazione con un'Agenzia di Intelligence americana, per coordinare uno studio sul potenziamento delle funzioni cognitive n...

Hits:552 Vota: 5.00

Leggi tutto

MedSi Journal: perché? Perché si!

Giuseppe Polizzi - avatar Giuseppe Polizzi 24-09-2015 Presentazione MSJ

Con non poca fatica inizia questa nuova avventura: dar vita ad una rivista che unisca mondo universitario e informazione scientifica. ...

Hits:979 Vota: 5.00

Leggi tutto

MEDSI JOURNAL NON E' UNA TESTATA GIORNALISTICA 

Eccetto dove diversamente indicato, tutti i contenuti di "MedSi Journal" sono rilasciati sotto licenza "Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia License".
Tutti i contenuti di "MedSi Journal" possono quindi essere utilizzati a patto di citare sempre "MedSi Journal" come fonte ed inserire un link o un collegamento visibile a msj.medicinasiena.it oppure alla pagina dell'articolo. In nessun caso i contenuti di "MedSi Journal" possono essere utilizzati per scopi commerciali. Eventuali permessi ulteriori relativi all'utilizzo dei contenuti pubblicati possono essere richiesti a medsijournal@gmail.com . "MedSi Journal" non è responsabile dei contenuti dei siti in collegamento, della qualità o correttezza dei dati forniti da terzi. Si riserva pertanto la facoltà di rimuovere informazioni ritenute offensive o contrarie al buon costume. Eventuali segnalazioni possono essere inviate a medsijournal@gmail.com .