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Magazine di informazione medico-universitario

La storia della medicina: Sabin

« Non dobbiamo morire in maniera troppo miserabile. La medicina deve impegnarsi perché la gente, arrivata a una certa età, possa coricarsi e morire nel sonno, senza soffrire »

A. B. Sabin

Oggi si parla di Albert Bruce Sabin, il filantropo della medicina.


Un polacco d’oltreoceano
Sabin nacque in Polonia (all’ epoca territorio della Russia), in un ghetto ebreo di Byalistok.
La vita e il clima in quella zona non erano proprio ideali per chi fosse nato sotto la stella di Davide, lo dimostra il fatto che fin da bambino il piccolo Albert subiva i soprusi di altri ragazzi non ebrei. Egli stesso fece esperienza sulla sua pelle di questo odio quando, già cieco dall’ occhio destro dalla nascita, rischiò di perdere completamente la vista in seguito ad una sassaiola che gli sfiorò l’occhio sinistro.

Lui e la sua famiglia decisero quindi di trasferirsi negli States, dove frequentò la facoltà di odontoiatria grazie agli aiuti economici di un suo vecchio zio.

Da dentista a microbiologo
La sua vita cambiò totalmente dopo aver letto il libro “I cacciatori di Microbi”, da quel momento decise infatti di dedicarsi alla Microbiologia e alla Virologia. Era così interessato ai micro-organismi che addirittura approfittava delle sue uscite per raccogliere dei campioni da analizzare. Ovunque egli si trovasse, stagni, prati, cassonetti dell’ immondizia, bagni pubblici, era il momento buono per raccogliere qualche microbo.

Dopo essersi laureato in medicina, si specializzò come infettivologo e virologo e si dedicò con particolare impegno alla cura delle malattie virali pediatriche. Si trovò così a fronteggiare il terribile poliovirus, responsabile della poliomelite (patologia che mieteva molte vittime a quei tempi, in particolare proprio tra i bambini e per questa definita anche come paralisi infantile).

Sabin in guerra
Nonostante fosse un rinomato medico, la leva non risparmiò nemmeno il microbiologo. Sabin partì per la seconda guerra mondiale, sbarcando anche in Sicilia e in Giappone. Nel ’47, quindi a guerra finita, fu mandato proprio a Berlino, dove assistette ad una tragica epidemia di polio che uccise moltissimi bambini.

sabin

Sabin o Salk?
Colpito dalle disgrazie provocate dal poli virus sui bambini, Sabin inizio a fare degli studi sulla malattia e, agli inizi degli anni ’50, mise a punto un vaccino che consisteva nel somministrare proprio il virus nella persona da vaccinare (esperimento condotto per la prima volta su giovani carcerati volontari). Ovviamente era un virus che non aveva la capacità di danneggiare i neuroni e le fibre nervose, si trattava di un virus “attenuato”. 

Si notò che queste persone vaccinate producevano anticorpi in grado di conferire loro l’immunità e di evitare di contrarre la malattia.

L’americano Salk, d’altro canto, provò a creare un vaccino efficace contro i tre ceppi principali del polio virus usando dei virus precedentemente “uccisi”, attenuati, con la formalina.

Gli USA preferirono produrre su larga scala il vaccino di Salk (anche un po’ per campanilismo), anche se quest’ultimo necessitava di richiami e di una iniezione, mentre quello di Sabin veniva sciolto in una zolletta di zucchero e ingerito, inoltre forniva anche una immunità più duratura.

Il vaccino di Sabin nell’ Est Europa
Il vaccino di Sabin fu invece adottato nell’est Europa, dai paesi dell’ex-URSS e addirittura in alcune zone dell’Asia, diffusione facilitata anche dalla semplicità del processo, infatti per vaccinarsi bastava solamente “mangiare una caramella”, cosa molto importante visto che la maggior parte dei pazienti erano bambini.

Il Filantropo
Sabin non brevettò mai la sua invenzione, non ricavò alcun guadagno dallo sfruttamento del suo vaccino dalle case farmaceutiche, ma così facendo garantì un basso prezzo del vaccino e la possibilità di sconfiggere la polio. Inoltre, durante la guerra fredda, donò alcuni ceppi virali all’URSS nemica, dandole la possibilità di creare un vaccino.

Nonostante la sua scoperta salvò migliaia di vite, non ricevette mai il premio Nobel, ma per i suoi meriti e per la sua filantropia ricevette oltre 50 lauree honoris causa dalle università di tutto il mondo.

 

Queste erano alcune curiosità su A.B. Sabin: medico, ricercatore ma soprattutto grande uomo che ha saputo andare al di là del semplice interesse economico e che ha permesso, col suo vaccino, di far si che il flagello della poliomielite potesse essere solo un brutto ricordo.

Emanuele Siano

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Emanuele Siano

Nasco a Cava de' Tirreni nel 1992. Dopo il liceo decido di trasferirmi a Siena. Musicista, attore, scrittore... non sono nessuno di questi, spero però di laurearmi in medicina.

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