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Magazine di informazione medico-universitario

XYY – L’analisi genetica può rilevare se sarai un criminale? In evidenza

Prima parte – Il pluriomicida Richard Speck e i suoi cromosomi

Le quotidiane, e soprattutto più recenti, vicende di cronaca nera pongono una serie di domande nella popolazione generale, tra queste sicuramente la più importante è: "Qual è il loro movente?".

Si vuole dare una spiegazione razionale a tutto, perché fa paura pensare di poter uccidere, far del male, aggredire qualcuno senza un movente. Sentimenti infranti, eredità in gioco, truffe scoperte, delitti d'onore, sono forse i più frequenti motivi alla base di un omicidio. Ma quando non c'è nessun movente, quando tutto sembra paradossalmente surreale, a cosa possiamo condurre atti terribili di inumanità? Terrorizza non poter condurre tutto su una base razionale eppure c’è qualcuno che afferma che a volte non è possibile giungere alla spiegazione dei fatti, a meno che non si disponga di un microscopio. E se il movente fosse scritto nei geni? Nella storia della genetica esiste un filone di ricerca che prova a correlare comportamenti aggressivi e criminali al patrimonio genetico, basti pensare alle teorie di Lombroso, fondatore dell’antropologia criminale, oggi ritenuta pseudoscienza, che affermava il concetto di “criminale per nascita” e sulla possibilità di caratterizzare un criminale dalle sue caratteristiche fisiche. In realtà però l’idea che geni scritti nel proprio DNA possano influire sul comportamento non è più un’idea quanto un’affermazione, ovviamente da sola la genetica non basta, come ogni carattere fenotipico, anche il comportamento di ciascuna persona è influenzato dall’ambiente. Ad ogni modo una vera e propria spiegazione biologica e scientifica a comportamenti che si discostano dalla normalità, dal "sensato" generale, potrebbe aiutare a capire le fondamenta di un gesto inaspettato, di un omicidio scellerato.

In questo filone di ricerca si inserisce il cariotipo XYY. Un piccola breve premessa per i non addetti al lavoro è d'obbligo.xyy1 Il patrimonio genetico di ciascun individuo che racchiude tutta l'informazione necessaria affinché l'organismo nasca, cresca, si riproduca e infine muoia, è contenuta nel DNA. Il DNA è a sua volta costituito da piccoli mattoni noti come geni, i quali singolarmente o insieme, possono decidere su molte caratteristiche dell'individuo e possono essere regolati anche dai dati provenienti dall’ambiente.  L’altezza, il peso, il colore dei capelli, il colore degli occhi,  il numero dei nei,  il rischio di malattia cardiovascolare, in altre parole gran parte di quel che siamo, è regolato dai geni che possediamo. I geni a loro volta si organizzano in strutture più complesse, diciamo dei muri per continuare con la similitudine dei mattoni, che prendono il nome di cromosomi, che possiamo per tanto definire come un insieme di geni. Di questi raggruppamenti di geni, ciascuna cellula umana ne contiene 46. In altre parole dunque i muri (cromosomi) contengono una serie di mattoni (geni) e i muri nel loro insieme formano una casa, che noi chiamiamo DNA. Di questi 46 muri, ve ne sono due particolari: il cromosoma X e il cromosoma Y, i cosiddetti cromosomi sessuali e questi in combinazione determinano il sesso della persona. La combinazione XX darà un individuo di sesso femminile, la combinazione XY un individuo di sesso maschile.

Fin qui l'organizzazione è perfetta, ma in biologia le combinazioni spesso non sono così semplici e lineari, infatti i processi che le determinano sono molto complessi e per tanto non privi di errori. Può accadere, in un modo che i professionisti chiamano "evento di non disgiunzione", che un individuo nasca con 47  cromosomi e tre cromosomi sessuali: 47, XXY discostandosi dalla combinazione 46, XY definita normale . Di questi errori in biologia, ve ne sono diversi e possono dar vita a tante altre combinazioni: 47, XXX, 47, XXY, 4X0, ecc. Di questi alcuni sono causa di vere e proprie sindromi (Sindrome di Klinefelter, Sindrome di Turner, ecc), altri invece spesso passano inosservati e l'individuo si presenta assolutamente in linea con le caratteristiche della popolazione generale del sesso di appartenenza (es. 47, XXX). Per visualizzare le combinazioni cromosomiche di un individuo occorre effettuare un’analisi del cariotipo, quest’ultimo consiste proprio nell'assetto cromosomico dell'individuo che può essere visualizzato dopo uno specifico procedimento al microscopio ottico. Detto ciò parliamo proprio della combinazione XYY.  La storia inizia negli anni '60 e in particolare nel 1961. Un internista citogenetista, Avery Sandberg, di New York, scrive un articolo su un paziente di 44 anni, alto 1,83 cm con QI nella media in cui accidentalmente ritrova il cariotipo XYY. Da tale ritrovamento, solo una dozzina di altri casi XYY furono riportati nella letteratura, nei quattro anni successivi. Poi, rispettivamente nel dicembre del 1965 e nel marzo 1966, Nature e The Lancet, due grandi nomi di riviste medico-scientifiche, pubblicarono dei primi lavori della citogenetista Patricia Jacobs che lavorava ad Edimburgo e aveva evidenziato che su 315 pazienti di sesso maschile dello State Hospital, un ospedale psichiatrico situato in Scozia, trovò che nove, con una media di altezza di 1,88 m, risultarono avere il cariotipo XYY, questi nove erano stati precedentemente descritti proprio come criminali aggressivi e violenti. Da quel momento in poi nei dieci anni successivi, quasi tutti gli studi XYY pubblicati furono condotti in maschi alti e istituzionalizzati. Accadde però un evento particolare e riguarda lo spietato assassino, Richard Speck. L'FBI considera un mass murder, un omicidio di massa, una serie di quattro o più omicidi nel corso di un evento senza "periodo di riflessione" tra gli stessi. Richard Speck era stato condannato per aver condotto proprio un mass murder, si trattava infatti del rapimento, della tortura e dell’uccisione di otto studenti di infermieristica del South Chicago Community Hospital nel 14 Luglio del 1966.xyy2 Nel frattempo, in quello stesso anno, ma un mese più tardi, basandosi sui dati riportati da Patricia Jacobs e sull’associazione tra il cariotipo XYY e criminali alti e aggressivi, Eric Engel, un genetista svizzero, scrive all'avvocato di Speck, Gerald W. Getty, che nel frattempo aveva riportato una difesa di disabilità mentale per il suo assistito. Engel propone all'avvocato, confidenzialmente, di effettuare un cariotipo di Speck in quanto era alto 1,85 m, era aggressivo, era probabilmente un maschio XYY. L'avvocato accettò, capendo che ciò poteva essere utilizzato nella difesa del suo assistito e fu così effettuata l'analisi cromosomica, ma risultò che Speck possedeva un normale cariotipo, 46, XY, come riportato in una lettera all'avvocato e un mese dopo sei psichiatri conclusero che Speck era in realtà mentalmente competente per sostenere un processo.  Fin qui la storia sembra essersi conclusa ma accade però che nel gennaio del 1968 (su The Lancet) e nel marzo del 1958 (su Science), Mary Telfer, biochimica dell'istituto Elwyn, riporta cinque ragazzi e uomini XYY, alti e "disturbati" trovati negli ospedali e negli istituti penali della Pennsylvania, che lei chiama proprio superuomini. Di questi  ben quattro presentavano acne e la ricercatrice giunge erroneamente alla conclusione che l'acne fosse proprio associata a tale cariotipo. E' proprio nel Gennaio del 1958, che l'avvocato di Speck contatta la Telfer per avere maggiori informazioni sui suoi ritrovamenti, questo perché Speck presentava sul volto proprio delle cicatrici d'acne.  Dopo aver appreso che l'assassino era stato comunque cariotipizzato, la Telfer non solo erroneamente assunse che le cicatrici dell'acne di Speck erano correlate al suo cariotipo XYY  ma raggiunse anche la falsa conclusione che Speck era l'archetipo del maschio XYY o il più esemplare dei superuomini.

Giuseppe Maiolino

Quale sarà il destino di Speck ma soprattutto quale sarà il destino del cariotipo XYY? Scopritelo nella seconda parte dell’articolo che sarà pubblicata la prossima settimana.

 

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Giuseppe Maiolino

Di origini calabresi, classe 1992. Cancro ascendente Bilancia e per questo è un blogger sentimentale e un giornalista senza pietà, "è colpa delle stelle". Studia Medicina e Chirurgia, vuole fare il chirurgo: Cancro o Bilancia?

Sito web: https://crampomentale.wordpress.com

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