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Magazine di informazione medico-universitario

Vaccini: epidemia di ignoranza

Siamo di fronte all’ennesima e pericolosa epidemia che ha già cominciato a mietere vittime innocenti in giro per il mondo e anche qui in Italia sembra che i casi siano in crescita. 

E’ un’epidemia contro cui non si hanno armi se non l’educazione all’informazione:  ebbene sì, si parla di epidemia di analfabetismo funzionale. Attualmente l’analfabetismo funzionale, la cui definizione è “incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana”, ha portato al diffondersi nella comunità italiana e non solo, di un vero e proprio terrore verso una delle pratiche mediche che ha rivoluzionato l’andamento di molte delle malattie infettive nel mondo: la vaccinazione, o anche conosciuta come immunità passiva.

Nata alla fine del ‘700 ad opera della geniale intuizione di Edward Jenner, essa ha da allora portato all’eradicazione, o quasi, di diverse malattie: il vaiolo, la peste bovina, la poliomielite. Molte altre invece che stavano fino a qualche tempo fa procedendo verso la direzione dell’eradicazione, hanno interrotto tale percorso, blocco che, secondo gli esperti, è da collegare all’improvviso calo nelle vaccinazioni che è avvenuto negli ultimi vent’anni e il fenomeno è in crescita. Cosa dunque è accaduto, di così importante, da indurre al rifiuto da parte di molti genitori di proteggere i propri figli da malattie potenzialmente letali mediante la pratica della vaccinazione e, così, permettere la diffusione (o rediffusione) di ceppi di microorganismi sempre meno “curabili”, mettendo a repentaglio non solo la salute dei propri figli ma anche quella di tutta la comunità italiana, internazionale e addirittura mondiale?  

vaccini2Tutto ha avuto inizio con uno studio pubblicato su Lancet, la nota rivista scientifica di risonanza mondiale, condotto da Andrew Wakefield (tenete bene a mente questo nome) che ha messo in relazione l’insorgenza dell’autismo con il vaccino trivalente (il vaccino che viene effettuato nei confronti di Morbillo, Parotite e Rosolia, attualmente noto come MPR). Fu allora, 1998, che si scatenò una vera e propria bufera contro i vaccini, tacciati come “dannosi” per il loro potenziale potere di indurre l’insorgenza dell’autismo.

Ma non tutti sanno il resto della storia: Andrew Wakefield ammise di essere stato pagato per quello studio, e non solo, nel frattempo aveva addirittura brevettato un sistema di produzione per tre vaccini separati, consigliando di vaccinare i bambini non con il trivalente bensì con tre monovalenti (uno per il Morbillo, uno per la Rosolia e uno per la Parotite). Tralasciando quest’ultima azione che già di per sé inserisce delle oscure ombre sul caso, il vero problema di fondo fu che Andrew Wakefield ammise di essere stato pagato da un avvocato per condurre tale studio, affinché l’avvocato, che stava per iniziare una causa per il risarcimento di migliaia di sterline  proprio contro il trivalente, potesse avere in mano la prova per poter giungere a tale denaro.

vaccini3Le cose però si misero male per Wakefield e socio, infatti la comunità scientifica mondiale non accolse i risultati dello studio come “validi” e quando Wakefield si ritrovò ad ammettere di essere stato pagato, Lancet pubblicò immediatamente una ritrattazione dell’articolo evidenziando la falsità dei dati presenti in esso. A seguito Wakefield fu radiato nel maggio 2010 dal Medical Register e non può più praticare la professione medica nel Regno Unito. Alla maggior parte degli operatori sanitari la conclusione della vicenda apparve dunque la fine di un fuoco fauto purtroppo però sembra che i carboni di questa vicenda continuino ad ardere. Così ancora oggi, a causa della diffusione nel web, di contenuti falsi, come falsi erano i dati di Wakefield, continuano a nascere e a circolare articoli, link, immagini e pagine Facebook, sull’associazione tra Autismo e vaccini, perché sembrerebbe che non solo il trivalente sia il fattore “pro-autismo” ma lo siano anche altri vaccini, e addirittura che ulteriori malattie neurologiche e non siano associate alla vaccinazione.

Purtroppo i social network sono diventati dei veri e propri mezzi “pericolosi”, probabilmente molto più di ogni vaccino presente nel mercato, chiunque infatti può svegliarsi la mattina e scrivere qualsiasi cosa, di qualsiasi genere, con qualsiasi tipo di informazione, anche se questa proviene dai suoi pensieri, anche se questa proviene da convinzioni personali, lasciandola “navigare” sul Web come “vera”, “autentica”. Così che i lettori di quell’informazione, i cosiddetti analfabeti funzionali, non riuscendo a riconoscere la non autenticità dell’informazione, se ne convincono e mentre magari sono al bar o durante una cena a casa di amici professano il loro credo: “L’ho letto su internet”. Per cui, secondo loro, è verità. Per intenderci, domani, Mario Rossi può aprire un blog e scrivere che mangiare foglie di orchidee fa bene alla vista. Il lettore X del blog leggerà la notizia e a quel punto due sono le possibilità: potrà interrogarsi sulla fonte delle notizie (Chi è Mario? Da dove trae queste conclusioni? Vi è un ragionamento razionale che porti a tale affermazione? Fa riferimento ad articoli scientifici? Ne cita alcune parti? Questi articoli, se presenti, sono visionabili da tutti? Vi sono dati statisticamente e/o scientificamente approvati in tutto il mondo scientifico su quello che afferma?) oppure leggere la notizia, senza porsi alcuna domanda, e crederci. Quest’ultimo tipo di lettore è un esempio pratico di analfabetismo funzionale: nel primo caso il lettore è stato in grado di mettere in discussione la lettura dell’articolo, discernerne la veridicità e appropriarsi del contenuto reale, nel secondo caso, il lettore analfabeta funzionale non ha messo in discussione nulla, acquisendo un’informazione del tutto falsa e non provata da nessuno se non dal signor Mario Rossi che magari fa l’idraulico. Se il signor Mario Rossi avesse invece pubblicato un articolo sulle metodiche di disostruzione di tubi di scarico, anche in quel caso, nonostante l’esperienza professionale avrebbe potuto essere già una base solida di veridicità, il lettore “cosciente” avrebbe comunque posto in essere una serie domande (Mario Rossi è realmente un idraulico? C’è un razionale dietro a quel che afferma? Cosa dicono le altre fonti?).

vaccini1Giunti a questo punto siamo tutti consapevoli che ci sono due problemi da affrontare: il primo è proprio l’analfabetismo funzionale, il secondo la diminuzione delle vaccinazioni.
Al primo purtroppo occorre lavorare tutti insieme, partendo probabilmente dalle strutture scolastiche e sociali,  per “formare” i lettori del web (e non solo) affinché possano discernere il “vero provato” dal “falso inventato”.
Al secondo è invece la classe politica, medica e sanitaria in toto a doversene occupare perché il problema può, velocemente, sconvolgere gli equilibri già precari in ambito di malattie infettive. Per tanto è giusto attualmente parlare di emergenza vaccinazioni. Sul territorio nazionale, il calo delle vaccinazioni registrato è notevole soprattutto per quanto riguarda l’MPR. Dal 2013 al 2014 si ha avuto un calo del 3,71% e per quanto riguarda l’esavalente a 24 mesi (Difterite, Tetano, Pertosse, Polio, Epatite B, Haemophilus B) la percentuale è in calo del 1,98% e dati ancora più scoraggianti si prevedono nell’anno 2015 di cui a breve si avranno dati certi dal Ministero della Salute.

Anche per quanto riguarda il territorio dell’USL 7 (Zona senese, Valdichiana, Amiata e Val d’Elsa), come comunicato dal centro Unità Funzionale Igiene e Sanità Pubblica in località Ruffolo, la quota di vaccinazioni è calata soprattutto per l’MPR. Siamo stati al centro per avere notizie, dati e pareri e gli “addetti ai lavori” rivelano che il trend è in calo in tutta l’ambito vaccinazione. Le coperture aziendali riferite all’esavalente e la vaccinazione anti-Pneumococco sono ancora alte: se difatti il target (percentuale che garantisce il blocco nella circolazione del patogeno) preveda una copertura della popolazione del 95%, l’USL7 ha raggiunto per l’esavalente una copertura del 94,5% e per lo Pneumococco del 92%. Nonostante questo risultato però, rispetto agli anni precedenti, le due vaccinazioni sono comunque in diminuzione, in linea tra l’altro con il dato regionale e nazionale, e questo preoccupa gli operatori sanitari, facendo memoria di casi di Pertosse avvenuti a Poggibonsi nel 2014 o di quello più recente, nell’ottobre del 2015, a spese della morte di una bambina al Sant’Orsola di Bologna.

Tali dati consentono ancora, per fortuna, una buona immunità di gregge per la popolazione non vaccinata ma ben presto tale sicurezza non potrà più essere affermata. E’ invece ai limiti dell’efficacia l’immunità di gregge data dalla copertura per l’MPR e dell’MPRV (MPR + Varicella), il cui target previsto è del 95% ma la copertura attuale si attesta a solo l’86%. Tale dato rende ragione dei casi che periodicamente, soprattutto di Morbillo, si verificano negli adolescenti, dove tra l’altro la malattia può più facilmente dare complicanze anche gravi. Altro dato allarmante, questa volta però inerente la popolazione anziana, è quello dalla campagna vaccinazione antiinfluenzale del 2014-2015, che nella popolazione con età superiore o uguale a 65 anni, risulta attualmente, nell’USL 7, al 65% di copertura, percentuale particolarmente bassa in linea con i dati regionali e nazionali.

vaccini4La campagna antiinfluenzale passata “è stata pesantemente boicottata” – sono queste le parole della dottoressa Astrid Mercone  -  “in quanto l’AIFA, ha ritirato cautamente due lotti di vaccino prodotto dalla Novartis a seguito della notizia di tre morti “sospette” in Sicilia a seguito del vaccino Fluad”, causando così il panico generale, quando il pericolo era invece confinato a quei soli due lotti. Per fortuna però l’evidenza dell’efficacia del vaccino antiinfluenzale, nel prevenire broncopolmoniti e polmoniti, che nell’anziano, causano ospedalizzazioni e morti, ha fatto riaffiorare la necessità della vaccinazione, oltrepassando la vicenda legata all’errore di produzione e non al vaccino in sé. Per quanto riguarda invece il temuto Meningococco C, la straordinaria campagna di vaccinazione promossa dalla regione Toscana che ha visto circa 28 casi di infezione e ben 7 morti, sta avendo i suoi risultati. La campagna, prolungata fino al 30 giugno 2016, ha permesso, al 30 novembre 2015, il raggiungimento di ben oltre 200.000 persone vaccinate in Toscana, e l’USL7 ha contribuito con circa 9330 vaccinazioni (dato del 30 settembre 2015), anche se il territorio senese, a differenza di quello empolese, fiorentino e aretino non ha registrato finora casi di meningite C. Gli operatori del centro vaccinazione USL 7 ci comunicano però qualcosa di più, ossia le innumerevoli sacche di resistenza presenti sul territorio senese. Vere e proprie organizzazioni, “illustrissimi” falsatori di dati, si nascondono nel territorio invitando le madri, soprattutto, a non vaccinare i propri figli, inneggiando a complicanze e risultati infausti per il futuro dei loro pargoli. Comilva (Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione), Scuole steineriane, sono solo i principali nomi di queste sacche di resistenza, ma quello che forse più sconvolge è che tra queste sacche vi siano proprio pediatri del territorio, contro cui il centro di Igiene e Sanità, combatte ormai da anni.

Lo specchio offertoci dall’USL7, è solo un piccolo scorcio dell’emergenza nazionale e internazionale, ma permette di giungere alla conclusione che l’emergenza vaccinazioniè un fatto reale e allarmante. La conclusione di questo articolo non può dunque che  evidenziare i punti forza per combattere tale emergenza:  ciascun operatore sanitario dovrà considerare come proprio responsabilità una politica di informazione scientifica nei confronti delle vaccinazioni, perché è forse la scienza, l’unica arma in grado di combattere l’epidemia di falsità, analfabetismo e disinformazione che aleggia intorno a questo tema, affinché si possa sempre più diffondere il messaggio che la vaccinazione rappresenta attualmente una delle metodiche più sicure ed efficaci per contrastare la diffusione di virus e batteri, una delle metodiche che, nonostante le numerose critiche, ha di fronte a sé l’evidenza dell’efficacia.

Giuseppe Maiolino

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Giuseppe Maiolino

Di origini calabresi, classe 1992. Cancro ascendente Bilancia e per questo è un blogger sentimentale e un giornalista senza pietà, "è colpa delle stelle". Studia Medicina e Chirurgia, vuole fare il chirurgo: Cancro o Bilancia?

Sito web: https://crampomentale.wordpress.com

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