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Magazine di informazione medico-universitario

Antibiotico resistenza: indietro di 100 anni

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Cos’è la farmaco-resistenza?
E’ la riduzione di efficacia di un farmaco nel trattare una patologia. I principi attivi (cioè le sostanze con attività terapeutica) non risultano più tossici contro i microorganismi bersaglio che hanno sviluppato peculiari difese contro il farmaco. Una forma particolare di resistenza ai farmaci è la antibiotico-resistenza, della quale abbiamo sentito parlare in tv e della quale abbiamo sicuramente letto pagine e pagine su riviste e libri. Ed il problema è che non è più una “problematica che in futuro dovrà essere affrontata dalla sanità pubblica”, come molti Autori e ricercatori hanno affermato negli anni passati, ma è diventata realtà.

 

Come siamo arrivati fino a questo punto?

La prima problematica è data dall’abuso.

Molte, troppe persone assumono antibiotici per cause banali, come raffreddore o semplice sindrome influenzale, anche quando non servirebbe. Ho la febbre? Ho la tosse? Ho il raffreddore? Nessun problema, c’è l’antibiotico.

L’antibiotico, però, non è efficace contro i virus, e nell’80% dei casi l’eziologia dei sintomi sopra citati è virale!! Ed i medici, purtroppo, non contribuiscono certo in maniera positiva, prescrivendo troppo spesso una terapia antibiotica senza test colturali e senza prestare troppa attenzione alle manifestazioni cliniche le quali, anche se non apertamente, potrebbero rivelare l’eziologia di tali manifestazioni.

La seconda problematica è data dall’utilizzo improprio.

“Gli antibiotici vanno usati solo quando necessario, dietro prescrizione medica, osservando scrupolosamente dosi e durata della terapia indicata.”antibiotico1

Questo succede poche volte: molto spesso si ricorre all’autocura, seguendo protocolli e dosaggi errati che vanno solamente a rafforzare il patogeno, anziché distruggerlo, o comunque non vengono seguite attentamente le prescrizioni mediche, arrivando sempre allo stesso risultato: aumento della farmaco-resistenza.

Molti pazienti infatti tendono ad autosomministrarsi una singola dose del farmaco, pretendendo così di eradicare la causa dell’infezione e troppe volte, infine, di fronte a tipici sintomi virali, non esitano ad andare in farmacia ad acquistare un antibiotico, magari ad ampio spettro e per questo non specifico.

Una volta che un agente patogeno riesce ad assumere una forma di resistenza nei confronti di un determinato farmaco, riesce molto più facilmente e velocemente a diffondersi: per questo la tematica è molto delicata, in quanto non riguarda la salute di ognuno di noi preso singolarmente, ma riguarda la salute di tutti!!

Ed è così che nel 2016 siamo costretti a dire che sta diventando complicato curare infezioni fino a pochi anni fa ritenute banali; secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono nove le coppie “batteri-antibiotici” che le agenzie nazionali hanno indicato come le principali minacce per la salute pubblica e tra queste ci sono Staphylococcus aureus e meticillina, Escherichia Coli e cefalosporine, Klebsiella pneumoniae e carbapenemi, mica poco!

Se continuiamo su questa linea, ci ritroveremo ben presto ad assistere impotenti a casi di decesso per febbri, o per parto, o per infezioni curabilissime fino a poco tempo fa; saremo catapultati in una situazione quasi analoga a quella dell’era pre-antibiotica, come se tutti i grandiosi passi in avanti che ha fatto la medicina e la ricerca in questo campo non fossero mai stati fatti!!

antibiotico2Per evitare tali conseguenze, nel 2015 è stata lanciata dall’AIFA la campagna “senza regole gli antibiotici non funzionano”, che mira a sensibilizzare cittadini e operatori sanitari ad unricorso prudente e razionale agli antibioticie a diffondere maggiore consapevolezza sul crescente fenomeno dell’antibiotico-resistenza, soprattutto nei paesi come l’Italia, che si colloca al quinto posto in Europa per consumo di antibiotici.

La campagna è stata diffusa su canali web, sui social network e sulla tv, anche se bisognerà fare molto di più per sensibilizzare la popolazione ed arginare veramente questo dilagante fenomeno.

Questo il video dello spot ufficiale della Campagna:

Diego Breccia

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Diego Breccia

Sono nato a Montefiascone in provincia di Viterbo, ma sono sempre vissuto a Bolsena, sul lago omonimo. Dopo una breve avventura universitaria a Roma, durata un anno, mi sono trasferito nella bella Siena per studiare medicina, e nel frattempo cerco di portare avanti l'altra mia passione, la fotografia.

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